quel personaggio terrificante il quale, grazie ai suoi titoli, aveva il diritto di essere chiamato “sacro”  e “divino”. La figura ben sagomata , abbigliata quasi sempre con vesti da cacciatore, stava in sella al famoso morello Dragone, e sarebbe stata comunque notata, non foss’altro che per la deferenza con la quale i cavalieri che gli trottavano  a fianco gli cedevano il passo.  Seguiva poi la schiera di paggi e servitori che reggevano sul polso, ben protetto da guanti infiocchettati da falconieri, i magnifici falconi che erano fra i possessi più preziosi dell’imperatore.

Il Castello di Lagopesole, l'ultimo dei castelli costruiti da federico II dimostra questa sua capacità di scegliersi luoghi di incomparabile bellezza naturale.

Sebbene Castel Lagopesole (tale infatti è anche il nome del piccolo borgo che sorge ai piedi del castello) fosse in effetti  una fortezza militare , posta a guardia della strada  tra Melfi e Potenza, fu costruito sul luogo di una delle residenze di caccia di Federico, sicché serviva nel contempo da fortilizio e da locum solatiorum. Lagopesole deve il nome al Lacus pensilis (lago pensile) per la sua posizione elevata  un  lago ormai prosciugato. Sicchè nelle immediate vicinanze  del castello si potevano trovare sia pesci sia uccelli acquatici, prede favorite  dai falconi imperiali, mentre nelle foreste del monte vulture vivevano numerosi orsi e cinghiali. Era nel fresco silenzio di questo locum solaciorum, in questa riserva di caccia naturale, che l’imperatore si ritirava con un gruppetto di amici intimi durante la calura estiva. Castel Lagopesole fu iniziato nel 1242 e non fu completato che dopo la morte dell’imperatore, ma evidentemente vi si poteva già abitare perché Federico vi passò anche l’estate del 1250, l’ultima della sua vita. L’appartamento reale si affaccia sul monte Vulture e le sue grandi finestre gotiche si aprono su un paesaggio degno davvero di un imperatore, soprattutto quando gli ultimi raggi del sole al tramonto rivestono di ombre rossastre i il cono vulcanico. Quando la valle circostante  è già immersa nelle ombre della sera , il castello è ancora avvolto di luce rosata, così da sembrare staccato dal mondo sottostante . Pare davvero costruito con l’”essenza di cui sono fatti i sogni”, e chissà quali pensieri di glorie passate e grandezze future un luogo così selvaggio e affascinante può aver evocato quando lo scelse come luogo di svago.

 

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